Disturbo Bipolare

Che cos’è il Disturbo Bipolare?

Il disturbo bipolare è qualcosa che ti costringe a vivere tra due estremi: da una parte c'è l'inferno della depressione, dall'altra il paradiso dell'euforia, o mania. Il bipolare si sveglia alla mattina e si chiede: oggi come butta? non può prevedere il suo stato. Indipendentemente dalle circostanze esterne si può svegliare felice come una pasqua, pieno di vitalità e di spirito di iniziativa, oppure in preda alle angosce più nere, tentato dal suicidio come unica via di fuga. In alcuni queste fasi sono brevi, in altri invece possono essere molto più lunghe, durare mesi.

La mania è una condizione con caratteristiche ben precise: avere minor bisogno di ore di sonno rispetto al normale, aumento dell’autostima, intraprendere più attività nello stesso tempo, sentimenti di grandiosità, aumento della socievolezza, aumento della loquacità, spendere più denaro del modo abituale, ottimismo esagerato, mancanza di autocritica, parlare ad alta voce senza tollerare interruzioni, aumento dell’interesse sessuale, repentini cambiamenti dell’umore, aumento dell’emotività.
La fiducia nei propri mezzi assume proporzioni esagerate, tanto che si fanno progetti inattuabili. Si perde la capacità di critica e giudizio (specie rispetto alle proprie capacità) e ci si infastidisce non poco se altri ci fanno notare che quello che stiamo intraprendendo non è nelle nostre possibilità. E' abbastanza tipico lanciarsi in improbabili imprese finanziarie convinti che tutto andrà per il meglio, proprio perchè le aspettative verso il futuro sono ampiamente distorte in senso positivo. Capita poi di mollare le imprese a metà, passare repentinamente ad altro, con inevitabile e pericoloso danno per le proprie finanze. In euforia si dorme meno, l'appetito sessuale aumenta, il tempo vola, si è più simpatici (se l'euforia è leggera) o decisamente insopportabili ed impulsivi o addirittura aggressivi e violenti, nel caso di mania grave.

Prima cosa, fondamentale: la depressione non è la tristezza. La depressione è un disturbo che non ha nulla a che vedere con il carattere di una persona. La depressione è caratterizzata da stanchezza, demotivazione, sensazione di vuoto o di tristezza, bassa autostima, difficoltà nel portare avanti le attività abituali, rallentamento mentale e fisico, mancanza di concentrazione, desiderio di morte, ansia, insonnia o eccesso di sonno, perdita o eccesso di appetito, inibizione sociale, idee di colpa, sentimenti di autosvalutazione. A ciò non giova il comune atteggiamento delle persone care, che spesso biasimano il depresso perchè non trova la forza interiore per superare i suoi problemi. "Scuotiti!" è la classica esortazione. Ma non c'è verso. Il mondo è nero, il tempo è bloccato.
 

Quali sono i rischi?

Il suicidio: (15% dei pazienti bipolari!!) può avvenire nell’ambito di una fase di profonda depressione. L’individuo ha l’impressione che la sua vita non abbia significato, si sente inutile e fallito e pensa che solo la morte possa dare sollievo a se ed alle persone che lo circondano. Poiché ha perduto la capacità di provare piacere ha l’impressione che la sua vita sia vuota e che non valga la pena viverla. E’ molto difficile far capire ad una persona in questo stato che tale drammatica visione delle cose è causata da una malattia e che, se adeguatamente curata, recupererà una visione più positiva e più oggettiva in poche settimane, smettendo di desiderare la morte.

Uso di droghe: gli psico-stimolanti, come la cocaina e le anfetamine, offrono un sollievo momentaneo ai sintomi depressivi, anche se il loro utilizzo è molto pericoloso (a breve, medio e lungo termine). L’alcol e le sostanze psicolettiche (morfinosimili e cannavis) è un modo per sfuggire all’angoscia che si accompagna assiduamente alla depressione o per attenuare l’irritabilità, la tensione e l’ansia nelle fasi di mania.

Problemi familiari: questa malattia comporta anche gravi problemi familiari: coppie separate e conflitti sono conseguenze comuni di una fase di euforia. Molte volte, il mancato riconoscimento delle caratteristiche patologiche del comportamento, porta il coniuge a pensare che gli atteggiamenti della persona siano volontari e liberi e, conseguentemente, a ritenere di avere a fianco una persona che, in realtà, non conosce. In altri casi il peso della stessa diventa talmente eccessivo che la coppia si separa. Quando il paziente è molto giovane, invece, e vive con i suoi genitori, questi reagiscono frequentemente proteggendolo eccessivamente e ritardando la possibilità di una diagnosi e di un trattamento tempestivo, per il timore comprensibile che non sia capace di adattarsi e per l’alone negativo che circonda tutti i disturbi psichiatrici.

Problemi sociali: la perdita del posto di lavoro, dei rapporti interpersonali e l’ incapacità ad affrontare le difficoltà di vita quotidiane sono conseguenze della malattia, se non curata in tempo. L’euforia, infatti, porta a correre rischi eccessivi, a spendere più di ciò che si ha ed ad assumere degli atteggiamenti bizzarri ed inusuali, mentre dall’altro lato la depressione comporta un’evidente riduzione della produttività e della voglia di vivere più in generale.
 

Ma la “bipolarità” si può curare? Si, si può curare!!

L’impiego di una terapia farmacologica con “equilibratori del tono dell’umore” associata a specifici trattamenti cognitivo-comportamentali presenta un’elevata percentuale di successo nella cura di questi disturbi! L'effetto del trattamento combinato è quello di limitare, fino ad annullarle, le oscillazioni dell'umore e di riconsegnare la possibilità di essere felice o triste in maniera naturale, proattiva e proporzionale agli eventi di vita ed alle proprie caratteristiche di personalità. In queste fasi l’umore si normalizza ed i sintomi della malattia spariscono completamente sino alla remissione: questa situazione viene chiamata Eutimia (tono dell’umore corretto). La malattia, è “addormentata” e dobbiamo fare in modo che non si risvegli. 

 

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